Musica

Barcarolo RomanoUn canzone dedicata al Er Buchetto tratta dall’album “Barcarolo Romano” scritta da Romolo Balzani, cantata da Sara Modigliani e Sonia Maurer e pubblicata da Traditional Music. Guarda la copertina ed il leaflet del Disco

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Romolo Balzani
Romolo Balzani, prima cavallaro e poi vetturino, nasce a Roma ad aprile 1892, in Vicolo dei Chiodaroli, penultimo di una dozzina di figli. Viene al mondo in un angolo della grande “Roma capitale”, un quartiere-paese in cui i popolani si sentono i padroni del villaggio, dove si vive di lavoro, di dialetto, di strada, di passioni e di canzoni. Fin da bambino manifesta grandi doti di intrattenitore, non perde un’occasione per esibirsi in strada, canta le canzoni che la mamma gli ha insegnato mentre faceva i lavori di casa. E instancabile nell’organizzare ogni genere di spettacolo. A circa i8 anni scandalizza il parroco di San Crisogono (nel frattempo la famiglia si è trasferita a Trastevere) per aver preparato un balletto con dieci amici vestiti da donna, con tanto di gambe scoperte.
La sua personalità esuberante è perfettamente adeguata al carattere “stradarolo” dell’ambiente che lo circonda e in cui sta crescendo.
Sa usare il coltello, sa tenere la sedia per una gamba, è una buona forchetta, ha una bella voce, una parlantina notevole, ma soprattutto è eccezionalmente istrione e simpatico. Inizia a curare l’eleganza nel vestire, anche un po’ troppo vistosamente, spende tutto in abiti, tenuti in gran cura dalla madte e inizia a farsi notare, per il carattere vivace e il talento prepotente, dovunque ci siano riunioni e spettacoli. Interpreta, con le canzoni, le serenate e gli stornelli improvvisati, l’anima musicale di Roma. Solamente sotto le armi impara a leggere e scrivere. Rinchiuso in un campo di prigionia nel 1917 dietro le linee austriache, organizza spettacoli musicali per alleviare le pene della detenzione.
Finita la guerra, forma il suo primo complesso a plettro e nel 1922 la sua passione diventa una
professione. Famose diventano le melodie con le quali avvolge magicamente i tanti versi che gli vengono proposti; vincitore incontrastato a più riprese della più importante gara sulla canzone romana — il Festiva1 di S. Giovanni — la sua notorietà travalica i confini della città, aprendogli le porte di famose case discografiche come la Brunswick, dove incidono anche Al Julson e Bing Crosby, la Parlophon di Berlino, la Excelsius, nonché la Odeon, La Voce del Padrone e la Fonit. Molti sono gli aneddoti relativi a quegli anni. Uno per tutti: nel 1926 viene ingaggiato dal famoso impresario Giovanni Pittaluga e inizia una importante tournée in tutta Italia. Costellato di successi clamorosi, il giro portò Balzani al Teatro Medica di Bologna che aveva come caratteristica quella di essere frequentato da un pubblico particolarmente vivace e indisponente, al tal punto che alcuni artisti, umiliati e derisi, non riuscivano nemmeno a
cominciare il proprio numero, più o meno come al Teatro Jovinelli di Roma, dove lo scambio di salaci
battute fra artisti e pubblico era all’ordine del giorno. Al suo arrivo Balzani fu avvertito dal direttore che la situazione era piuttosto tesa e che l’atteggiamento del pubblico era molto pesante. Balzani non si preoccupò più di tanto, abituato com’era a fronteggiare i calorosi giovanotti dei teatri romani. Del resto, la grande abilità nell’improvvisare battute a botta e risposta è una riconosciuta caratteristica dei romani. Ma quando il direttore lo avverrì che il pubblico poteva “tirare qualcosa”, allora Balzani decise di prendere provvedimenti, anche perché non avrebbe potuto garantire la neutralirà dei suoi orchestrali, rotti gagliardi giovanotti.
Bisognava a tutti i costi scongiurare il rischio della rissa. Balzani parlò con il tecnico delle luci e concordò che non appena avesse messo piede sulla scena venissero accese tutte le luci in sala. Così fu, e questo espediente fece sì che il pubblico ammutolisse. Balzani cantò di filato tre canzoni senza che volasse una mosca, poi si avvicinò al pubblico e chiese se poteva continuare. Scoppiò un grandissimo applauso con la richiesta di cantare L’eco der core e tutto lo spettacolo ebbe un grande successo. I giovanotti più facinorosi, alla fine dello spettacolo, portarono un enorme mazzo di fiori alla moglie di Balzani e lo invitarono più volte a tornare a Bologna. Dagli anni ‘30, introduce l’uso della proiezione di lastre luminose durante gli spettacoli per meglio definire l’atmosfera ambientale delle sue canzoni, incrementando il realismo illustrativo delle scene. Nel 5935 forma la Compagnia Musicale Romana “BalzaniPiovani-Bocci” con Pina Piovani (la zia del compositore Nicola Piovani) e Gildo Bocci e inizia la attività di capocomico inventando quella che egli stesso definiva la “commedia musicale” (mai da lui chiamata “sceneggiata”) a Roma. Costruita in tre atti intorno al tema di una sua canzone, ha tutti gli ingredienti di una classica rappresentazione popolare: l’amore infelice, la tragedia, le grandi passioni, la risoluzione finale a favore dei deboli, in un continuo incrocio tra comico e drammatico.
Durante la seconda guerra mondiale allestisce spettacoli per le forze armate; nel settembre del 1943 dona il suo anello d’oro in favore degli ebrei romani ricattati dai nazisti. In quasi 40 anni di carriera, si esibisce nei migliori teatri della città e d’Italia, riscuotendo ovunque un successo senza uguali. Incide un’enorme quantità di canzoni, molte delle quali come autore sia delle parole sia della musica. Suo collaboratore anche Aldo Fabrizi (che scriverà i testi, tra le altre, anche di Evviva la fortuna, Pupetta, Notte napoletana); Petrolini aveva in repertorio due canzoni di Balzani, Conzzji in sarsa piccante e L’eco der core.
Nel 1960 Mauro Bolognini inserisce Serenata de paradiso nel film “La giornata balorda” e Pier Paolo Pasolini, nel 1961, la canzone Barcarolo romano nel film “Accattone”. Balzani muore nel 1962, e una folla commossa segue il complesso di chitarre e mandolini che accompagna i suoi funerali.

2 risposte a “Musica

  1. Grande Er Buchetto, mai mangiata una porchetta così, e mai trovata gente tanto cordiale e simpatica

    Grandi

    Gioele da Imperia

  2. Des de Catalunya , records de Eduard. En el Buchetto he passat el meu 60 aniversari el 19 de maig del 201

    Es GENIAL

    Gracies
    Eduard.

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